https://quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua/issue/feed Quaderni 2024-03-14T18:40:59+00:00 Redazione sabap-ca.quadernididattici@cultura.gov.it Open Journal Systems <p>Quaderni (ISSN 2284-0834) è una Rivista scientifica peer-reviewed e open access che si occupa della ricerca archeologica in Sardegna.</p> <p>La storica rivista della Soprintendenza archeologica di Cagliari e Oristano, nata per volontà di Ferruccio Barreca ed edita dal 1986, nel 2013 si è aggiornata in veste digitale, utilizzando il software open source <a href="https://pkp.sfu.ca/ojs/">OJS</a>, sviluppato dal <a href="https://pkp.sfu.ca/">PKP - Public Knowledge Project</a> per la gestione di riviste elettroniche, che garantisce un'elevata visibilità in rete tramite motori di ricerca generalisti e service provider grazie al protocollo OIA-PMH.</p> <p>Le pubblicazioni sono rese disponibili secondo i principi dell'accesso libero alla conoscenza e della massima diffusione della ricerca (open access), garantendo al contempo la serietà scientifica dei contenuti con un rigoroso <a href="https://quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua/prev">processo di peer review</a>.</p> <p>La rivista aderisce al <a href="https://quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua/cetic">Codice etico</a> (Code of Conduct and Best Practice Guidelines for Journal Editors) elaborato dal COPE - Committee on Publication Ethics.</p> <p>L'ANVUR ha incluso i Quaderni nell'elenco delle riviste scientifiche per l'Area 10 - Scienze dell'Antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche.</p> https://quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua/article/view/158 L'area archeologica di via Don Minzoni - Quartucciu 2024-03-13T15:41:36+00:00 Riccardo Locci riccardo.locci@cultura.gov.it Gianmarco Loddi gianmarco.loddi@hotmail.com <p class="p1">Nell'ambito dei lavori di costruzione della rete di distribuzione del gas metano nel Comune di Quartucciu sono state individuate in via Don Minzoni cinque sacche culturali neolitiche. Le strutture infossate, non sottoposte a scavo stratigrafico, hanno restituito materiali inquadrabili nel repertorio della cultura di San Ciriaco e della cultura di Ozieri. Le tracce preistoriche documentate in via Don Minzoni si associano alle coeve sacche culturali in precedenza individuate in via della Pace, testimoniando della presenza di un esteso insediamento neolitico nell'area vicina allo stagno di Molentargius. Tale scelta insediativa, verosimilmente mirata allo sfruttamento delle risorse del bacino, trova analogie nel più ampio quadro del popolamento preistorico delle aree prossime al Molentargius.</p> <p class="p3">During the construction works of the methane gas distribution network in the Municipality of Quartucciu, five neolithic dug-out structures have been identified in via Don Minzoni. These negative structures, not stratigraphically excavated, have yielded materials which can be framed within the San Ciriaco Culture and Ozieri culture records. The prehistoric remanis documented in via Don Minzoni can be related to the coeval dug-out structures previously identified in via della Pace, thus providing evidence of an extensive neolithic settlement in the nearby of the Molentargius pond; such a settlement strategy, allegedly aimed to the exploitation of the basin resources, is consistent with the broader framework of the prehistoric peopling of the areas located in the proximity of the Molentargius.</p> 2024-03-14T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2024 Quaderni https://quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua/article/view/159 La produzione in selce nella Sardegna centro-occidentale durante Neolitico Medio B 2024-03-13T15:55:53+00:00 Barbara Melosu barbara.melosu@gmail.com <p class="p1">La presente ricerca è incentrata sullo studio delle modalità di sfruttamento e circolazione della selce in Sardegna durante il Neolitico medio B (4500-4000 cal. BC) e combina le informazioni relative alle principali aree di approvvigionamento di questa risorsa, con l'analisi tecnologica di alcune collezioni in pietra scheggiata provenienti dal settore centro-occidentale della regione. Durante la seconda metà del V millennio a.C., l'ossidiana si configura come la materia prima più utilizzata nell’isola, dove si diffonde capillarmente attraverso circuiti di distribuzione strutturati. L’uso della selce invece, esclusa da tali circuiti, pare occasionale e riservato a una produzione tecnicamente poco curata.</p> <p class="p1">This research deals with the modes of chert exploitation during during the second-half of V millennium BCE, combining information on major chert sources identified in the island with the technological analysis on stratigraphic reliable series coming from some Middle Neolithic B (4500-4000 BCE) sites, located in central-west Sardinia. During this epoch, obsidian seems to have reached the status of ordinary material for the San Ciriaco communities, who were able to easily receive it through the branching exchange networks. Flint was never entangled in these distribution circuits, and it continued to be used to produce a rather expedient lithic industry, strongly based on flakes production.</p> 2024-03-14T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2024 Quaderni https://quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua/article/view/160 Ornamenti in Spondylus gaederopus e Glycymeris sp. dal sito di Cuccuru is Arrius (Cabras, OR). Nuovi dati dallo studio della “collezione Manai” 2024-03-13T16:04:14+00:00 Valentina Puddu valentinasemata@gmail.com <p class="p1">Questo contributo illustra i risultati dello studio eseguito su oggetti di ornamento realizzati da valve di conchiglie marine di specie <em>Spondylus</em> <em>gaederopus</em> e <em>Glycymeris sp.</em> provenienti dall’area prospiciente alla necropoli medio neolitica di Cuccuru is Arrius (Cabras, OR)<em>. </em>Sia gli ornamenti finiti che un elemento abbandonato durante il processo di lavorazione hanno permesso di ricostruire diverse fasi del processo di realizzazione dei bracciali in <em>Glycymeris sp.</em>. Questi manufatti, databili al Neolitico medio (V millennio cal. B.C.), rappresentano una delle più antiche attestazioni nell’Isola di una produzione locale di ornamenti personali.</p> <p class="p1">This paper presents the results of a study carried out on personal ornaments made of <em>Spondylus gaederopus</em> and <em>Glycymeris sp.</em> mediterranean seashells. The ornaments were collected in the area near the necropolis of Cuccuru is Arrius (Cabras, OR). These are both finished ornaments and a half-made object. Different stages of the fabrication of <em>Glycymeris</em> bracelets have been identified. These objects dating back to the Middle Neolithic (5th cal. millennium B.C.) represent one of the first evidences of a local production of personal ornaments in the island.</p> 2024-03-14T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2024 Quaderni https://quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua/article/view/161 Un modello insediativo di Età Protostorica dalla Sardegna centro-orientale: lo studio preliminare delle emergenze monumentali nella regione di S’Ulimu-Ulassai (NU) 2024-03-13T16:10:50+00:00 Alberto Mossa mossaalberto1@gmail.com Tiziana Chillotti tiziana.chillotti@gmail.com <p class="p1">Il presente contributo, facente parte di uno studio ben più ampio, si prefigge come obbiettivo l’analisi e l’aggiornamento delle emergenze monumentali di Età nuragica, individuate all’interno di un’area campione appartenente al settore centro-occidentale del territorio comunale di Ulassai (NU) e compreso tra le località di Is Ilixis Ladas, Genna Pauli, Godditorgiu e Pauli Longa. Tale paesaggio, ubicato nel settore centro-orientale dell’Isola e facente parte della regione storica dell’Ogliastra, appare ben circoscritto e caratterizzato dal punto di vista morfologico da piccoli tacchi e tavolati calcarei, intervallati da strette vallecole, solcate da flebili corsi d’acqua a carattere torrentizio. In questo contesto ambientale, per certi versi aspro è possibile delineare un quadro insediativo di Età protostorica piuttosto articolato, sino ad oggi scarsamente indagato ed in gran parte inedito. L’alta concentrazione di emergenze archeologiche sia di carattere insediativo che funerario, che in alcuni casi si adattano abilmente alle caratteristiche morfologiche del territorio, presuppone un’organizzazione insediativa ben strutturata utile al controllo del territorio circostante e delle principali vie d’accesso alla regione, nonché alla gestione e sfruttamento delle risorse locali.</p> <p class="p1">The present contribution, that is a part of a broader research, aims to analyze and update the knowledge about the monumental evidences of the Nuragic period identified in a sample area within the central-western sector of the municipal territory of Ulassai (NU), specifically the country areas of Ilixis Ladas, Genna Pauli, Godditorgiu e Pauli Longa. This landscape, located in the central-eastern sector of the island and part of the historical region of Ogliastra, appears well circumscribed and characterized from a morphological point of view by small limestone heels and plateaus, interspersed with narrow valleys, crossed by faint courses of torrential water. In this environmental context, it has been possible to deduct a rather complex settlement picture of the Protohistoric Age, which has been poorly investigated and largely unpublished until now. The high concentration of archaeological evidences of both a settlements and funerary nature, and furthermore many of them well-adapted to the geomorphological characteristic of the territory, it assumes a well-structured settlement organization useful for controlling the surrounding territory and the main access routes to the region, as well as managing and exploiting local resources.</p> 2024-03-14T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2024 Quaderni https://quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua/article/view/162 Archeologia di un paesaggio costiero: Karaly nuragica (Sardegna, Italia) 2024-03-13T16:18:00+00:00 Alfonso Stiglitz alfonsostiglitz@libero.it <p class="p1">Lo scopo di questo lavoro è quello di porre ordine ai dati relativi alla fase nuragica di Cagliari. Già da questo primo lavoro di ordinamento si può affermare che, sebbene scarsi e decontestualizzati, i dati ci forniscono alcuni indizi su una presenza nuragica diffusa nell'attuale spazio urbano. Spicca la predilezione per le aree costiere di approdo e il controllo di alcuni spazi di transito verso l’interno. Si può ipotizzare l'esistenza di una pluralità di centri abitati, in uno dei quali, via Brenta, si avvia un processo di integrazione che progressivamente porterà a complesse trasformazioni sino alla formazione della città, da riportare, allo stato attuale delle conoscenze a piena età punica.</p> <p class="p1">The aim of this work is to bring order to the data relating to the Nuragic phase of Cagliari. It can be stated that, although scarce and decontextualized, the data provides us with some clues about a widespread nuragic presence in the current urban space. The predilection for coastal landing areas and the control of some inland transit spaces stands out. We can hypothesize the existence of a plurality of inhabited centers, in one of which, via Brenta, an integration process begins which will progressively lead to complex transformations up to the formation of the city, to be brought back to the current state of knowledge at full age Punic.</p> 2024-03-14T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2024 Quaderni https://quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua/article/view/163 Mont'e Prama (Cabras - OR). Campagne di scavo 2020-2021 e 2022 2024-03-13T16:31:10+00:00 Alessandro Usai alessandro.usai@cultura.gov.it Silvia Vidili silviavidili@gmail.com Laura Caria laura.caria@cultura.gov.it Francesca Candilio francesca.candilio@cultura.gov.it <p class="p1">Il presente contributo ha l’obiettivo di rendere conto degli scavi eseguiti nel complesso di Mont’e Prama negli anni 2020-2021 e 2022. Il primo dei due interventi ha riguardato unicamente il terreno della Confraternita del Rosario, già teatro delle ricerche svolte negli anni dal 1975 al 2017. Il secondo intervento ha comportato, insieme alla ripresa dell’indagine delle sepolture della necropoli Bedini all’interno dello stesso terreno, l’avvio della ricerca sistematica nel terreno di proprietà privata confinante a Sud, precedentemente interessato solo da quattro trincee esplorative eseguite nell’anno 2016. Inoltre, allo studio antropologico delle sette sepolture indagate nel 2022 si aggiunge l’analisi di tre tombe a pozzetto semplice esplorate nell’anno 2018 nell’ambito dei saggi di scavo eseguiti nel terreno di proprietà privata confinante a Nord. In sintesi, le due campagne di ricerca descritte nel presente lavoro hanno comportato un notevole ampliamento dell’area indagata ed un’ancor più rilevante acquisizione di conoscenze sull’assetto della necropoli nuragica e sul suo rapporto col complesso scultoreo.</p> <p class="p1">The present contribution aims at accounting for the excavations carried out at the site of Mont’e Prama in the years 2020-2021 and 2022. The former intervention concerned only the property of the Confraternita del Rosario, which had been the scene of the researches done in the years 1975-2017. The latter intervention involved the recovery of the investigation of the tombs in the Bedini cemetery inside the same property and the beginning of the systematic research in the private lot to the South, which had previously affected by four exploratory trenches in the year 2016. Moreover, to the anthropological study of the seven tombs investigated in 2022 is attached the analysis of three simple pit tombs excavated in 2018 during the trenches in the private lot to the North. In short, these two research campaigns entailed a remarkable expansion of the investigated area and an important development of knowledges on the organization of the nuragic cemetery and its relationship with the sculpture complex.</p> 2024-03-14T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2024 Quaderni https://quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua/article/view/164 Persistenze nuragiche. Una statuetta in bronzo dal sito punico-romano di Bithia (Domus de Maria) 2024-03-13T16:39:27+00:00 Gianfranca Salis gianfranca.salis@cultura.gov.it <p class="p1">A partire dal 2010, la Soprintendenza sta portando avanti sulla collina della torre di Chia, in territorio comunale di Domus de Maria, continuative e intense campagne di scavi che stanno mettendo in luce porzioni importanti dell’acropoli di Bithia, l’antica città punico- romana nota dalle fonti, ma ancora poco indagata archeologicamente nella parte dell’abitato. Le strutture scavate sono ascrivibili a un complesso santuariale, ancora in corso di studio. Da uno degli ambienti messi in luce, denominato vano 8, proviene una statuetta in bronzo riproducente un arciere di fattura nuragica. L’articolo descrive la figurina, evidenziandone le peculiarità e inquadrandola all’interno della produzione bronzistica di età nuragica.</p> <p class="p3">Since 2010, the Superintendency has been conducting continuous and intensive excavation campaigns on the hill of the tower of Chia, in the municipality of Domus de Maria, which are bringing to light important portions of the acropolis of Bithia, the ancient Punic-Roman city known from the sources, but still little investigated, from an archaeological perspective, in its settlement portion. The excavated structures are attributable&nbsp;to a sanctuary complex, which is still being studied. A bronze figurine of a Nuragic archer was discovered in one of the rooms (room 8). It is described here to highlight its peculiarities and frame it within the broader context of Nuragic period bronze production.&nbsp;</p> 2024-03-14T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2024 Quaderni https://quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua/article/view/165 Pesare le merci, scandire il tempo: alcuni pesi da bilancia e una meridiana 2024-03-13T16:44:28+00:00 Donatella Salvi dsalvi2012@gmail.com <p class="p1">Due pesi in pietra e una meridiana in marmo non costituiscono forse "tesori archeologici". Rappresentano però azioni della vita quotidiana del passato e testimoniano che qualcuno, più volte, ha pesato delle merci o ha seguito lo scorrere del tempo. Pur non provenendo da contesti chiusi che ne consentano una precisa provenienza e una attribuzione cronologica certa, questi oggetti d'uso vengono proposti sia come documentazione attuale sia come suggerimento per ulteriori studi e approfondimenti.</p> <p class="p1">Two stone weights and a marble sundial are perhaps not "archaeological treasures". However, they represent actions from the daily life of the past and testify that someone, several times, has weighed goods or followed the passage of time. Although they do not come from closed contexts that allow a precise provenance and a certain chronological attribution, these objects of use are offered both as current documentation and as a suggestion for further studies and insights.</p> 2024-03-14T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2024 Quaderni https://quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua/article/view/166 Practical consideration for digital recording epigraphic stone object: the case study of the Nora stele (Sardinia, Italy) 2024-03-13T16:52:07+00:00 Emanuela Faresin emanuela.faresin@unipd.it Arturo Zara arturo.zara@unipd.it <p class="p1">Le metodologie di rilievo 3D nell’ambito dei Beni Culturali vengono impiegate per la realizzazione di modelli 3D ad altissima risoluzione per fini di ricerca, restauro, conservazione e valorizzazione e le loro più frequenti applicazioni riguardano i manufatti di maggior rilievo conservati in ambito museale. I principali fattori che guidano la scelta di un particolare strumento sono: l’utilizzo del dato acquisito, la risoluzione e accuratezza. Per questi motivi per l’acquisizione della ‘Stele di Nora’ presso il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, è stato utilizzato uno scanner a luce strutturata al fine di valutare tanto i vantaggi di questo metodo in campo epigrafico e quanto le possibilità di utilizzo dei modelli prodotti per la ricerca e la valorizzazione.</p> <p class="p1">High resolution 3D survey systems have been adopted in recent years for use in Cultural Heritage with the aim of realized high resolution 3D model that are a valuable basis for reproduction, restoration and conservation purposes. The most frequent applications of 3D technology for artefacts remain the research around a museum’s most exceptional object. The considerations that guided the choice of the scanning system are: data goals, spatial resolution, depth accuracy, and portability. For these reasons a 3D hight resolution survey with structured light scanner was applied for recording an epigraphic stone, ‘the Nora Stele’ at the National Archaeological Museum of Cagliari, to evaluate this method and the derived model could be used for research and enhancement.</p> 2024-03-14T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2024 Quaderni