Quaderni https://quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua <p>Quaderni (ISSN 2284-0834) è una Rivista scientifica peer-reviewed e open access che si occupa della ricerca archeologica in Sardegna.</p> <p>La storica rivista della Soprintendenza archeologica di Cagliari e Oristano, nata per volontà di Ferruccio Barreca ed edita dal 1986, nel 2013 si è aggiornata in veste digitale, utilizzando il software open source <a href="https://pkp.sfu.ca/ojs/">OJS</a>, sviluppato dal <a href="https://pkp.sfu.ca/">PKP - Public Knowledge Project</a> per la gestione di riviste elettroniche, che garantisce un'elevata visibilità in rete tramite motori di ricerca generalisti e service provider grazie al protocollo OIA-PMH.</p> <p>Le pubblicazioni sono rese disponibili secondo i principi dell'accesso libero alla conoscenza e della massima diffusione della ricerca (open access), garantendo al contempo la serietà scientifica dei contenuti con un rigoroso <a href="https://quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua/prev">processo di peer review</a>.</p> <p>La rivista aderisce al <a href="https://quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua/cetic">Codice etico</a> (Code of Conduct and Best Practice Guidelines for Journal Editors) elaborato dal COPE - Committee on Publication Ethics.</p> <p>L'ANVUR ha incluso i Quaderni nell'elenco delle riviste scientifiche per l'Area 10 - Scienze dell'Antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche.</p> Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la cità metropolitana di Cagliari e le porvince di Oristano e Sud Sardegna it-IT Quaderni 2284-0834 L'anfratto di Cugui (Arbus, SU) nella Sardegna sud-occidentale https://quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua/article/view/146 <p>L’anfratto di Cugui (Arbus) ha restituito reperti fittili appartenenti esclusivamente alla facies di “San Ciriaco” del Neolitico Medio II o “Superiore” isolano: insieme alle sue forme tipiche si presentano in questa sede anche frammenti fittili dai profili e decorazioni inediti, che ampliano le conoscenze di questo aspetto culturale. Le forme trovano confronti extrainsulari in ambito Chassey-Lagozza, mentre le decorazioni “graffite” con motivi a zig-zag richiamano motivi analoghi ottenuti sia su ceramiche e vasi di pietra della Sardegna sia su manufatti della cultura dei Vasi a Bocca quadrata.</p> <p>The Cugui crevice (Arbus) can be considered as a restricted context for having fortuitously yielded ceramics exclusively referring to San Ciriaco Culture of the island’s Upper Neolithic. Along with already known, characteristic forms, ceramics show some original profiles and decorations that broaden the range of this cultural aspect. Shapes are linked to extra-insular instances of Chassey-Lagozza ceramics. Sgraffito decorations with zig-zag patterns can be compared to similar ones found on ceramics and stone vessels of Sardinia and allow to identify a few extra-insular connections within the Square-Mouthed Vessel Culture framework.</p> Luciano Alba Gianfrancesco Canino Copyright (c) 2022 Quaderni https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2022-07-18 2022-07-18 1 32 1 12 Materiali del Bronzo Finale dal nuraghe La Speranza di Alghero https://quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua/article/view/147 <p>I resti del nuraghe La Speranza si conservano in territorio di Alghero, su una collinetta a poca distanza dalla spiaggia, nei pressi della chiesetta omonima. Il nuraghe è un monotorre, all’origine difeso da un antemurale, del quale oggi residuano alcuni tratti. Un intervento d’urgenza eseguito dalla Soprintendenza per i beni archeologici per le province di Sassari e Nuoro nel 1981 ha consentito il recupero di alcuni vasi e di numerosi frammenti fittili che hanno permesso di ricostruire, in qualche caso pressoché integralmente, numerose fogge vascolari riferibili prevalentemente al Bronzo Finale.</p> <p>&nbsp;</p> <p>The remains of the La Speranza nuraghe are preserved in the territory of Alghero, on a hill not far from the beach, near the church of the same name. The nuraghe is a single tower, originally defended by an anthemural, of which some parts remain today. An emergency intervention carried out by the <em>Superintend</em>ence for archaeological heritage for the provinces of Sassari and Nuoro in 1981 allowed the recovery of some vases and numerous clay fragments which allowed the reconstruction, in some cases almost entirely, of numerous vascular forms mainly referable to the final Bronze.</p> Luisanna Usai Copyright (c) 2022 Quaderni https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2022-07-18 2022-07-18 1 32 13 42 Nuracale (Scano di Monteferru, OR). Scavi e restauri dal 2005 al 2020 https://quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua/article/view/148 <p>Con le campagne di scavo degli anni 2005 e 2006, l’indagine archeologica sul nuraghe Nuracale ha avuto un importante progresso. Nel 2005 lo scavo ha interessato soprattutto la camera superiore della torre centrale, il cortile interno e un piccolo silo. Nel 2006 lo scavo è stato allargato all’area esterna orientale, dove sono stati messi in luce un grande cortile, due edifici nuragici circolari e diversi ambienti altomedievali. I reperti archeologici attestano l’occupazione del nuraghe Nuracale dal Bronzo Recente alla Prima Età del Ferro, poi un lungo abbandono e infine una nuova ininterrotta occupazione dal periodo romano repubblicano all’alto Medioevo. A seguito di un crollo, la cortina orientale del bastione quadrilobato è stata restaurata nell’anno 2020.</p> <p>The excavation campaigns of the years 2005 and 2006 made a great progress for the archaeological investigation at nuraghe Nuracale. In 2005 the excavation affected mainly the upper room of the central tower, the inner courtyard and a small storeroom. In 2006 a large courtyard, two round nuragic buildings and several early medieval rooms were brought to light in the outer eastern area. The archaeological finds document the occupation of nuraghe Nuracale from the Late Bronze Age to the Early Iron Age, then a long abandonment and lastly a new uninterrupted occupation from the Roman republican period to the Early Middle Ages. Following a collapse event, the eastern wall of the four-lobated bastion was restored in the year 2020.</p> Alessandro Usai Federica Dettori Giuseppe Pes Gabriele Manca Elena Romoli Demis Murgia Copyright (c) 2022 Quaderni https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2022-07-18 2022-07-18 1 32 43 110 La memoria dei nuraghi. Raffigurazioni turrite nell’entroterra tharrense (Sardegna centro-occidentale) https://quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua/article/view/149 <p>Il lavoro prende lo spunto dalla pubblicazione di una nuova raffigurazione di nuraghe in pietra dal Sinis settentrionale (Sardegna). Vengono analizzate le altre rappresentazioni rinvenute nell'area e si propone un percorso di lettura parzialmente differente da quelli attualmente in essere. Le rappresentazioni di nuraghi sono interpretate come atti politici espliciti e non come memorie del passato. I recenti scavi a S'Urachi (San Vero Milis), infatti, mostrano come i nuraghi svolgano ancora ruoli attivi nell’età del Ferro e le loro rappresentazioni sono il segno contemporaneo che legittima il potere in un momento di gravi tensioni sociali e politiche.</p> <p>This paperis about a new stone representation of nuraghe from northern Sinis (Sardinia). Other representations found in the area are analyzed and a partially different reading is proposed. The representations of nuraghi are interpreted as explicit political acts and not as memories of the past. The recent excavations in S'Urachi (San Vero Milis), in fact, show how the nuraghi still play active roles in the Iron Ageand their representations are the contemporary sign that legitimizes power in a moment of serious social and political tensions.</p> Alfonso Stiglitz Copyright (c) 2022 Quaderni https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2022-07-18 2022-07-18 1 32 111 124 Un luogo di culto fenicio e punico sull’acropoli di Pani Loriga. Note preliminari sullo scavo 2020-2021 https://quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua/article/view/150 <p class="p1">Vengono presentati in questo lavoro i risultati della campagna di scavo intrapresa dalla Soprintendenza di Cagliari sull’acropoli di Pani Loriga tra novembre 2020 e settembre 2021. Lo scavo archeologico fa parte di un complesso di interventi volti ad incrementare le conoscenze sul sito ed ampliare il percorso di visita del pianoro, da cui fino ad oggi l’acropoli era esclusa. Le attività di scavo, che hanno interessato un’area di circa 300 mq a sud del Nuraghe Diana, hanno consentito di definire differenti fasi di frequentazione: dopo un periodo di abbandono dal Bronzo Recente-Finale, nel VIII secolo a.C riprende ad essere frequentata e strutturata, con soluzioni diverse e articolate, fino al III-II secolo a.C. La sistemazione dell’area con opere di evidente bellezza, come l’ampia corte pavimentata con un lastricato di scisto, congiuntamente al ritrovamento di manufatti ceramici per la maggior parte legati al consumo di vino e alla pratica del banchetto (piatti, coppe e brocche) portano a ipotizzare che questo luogo fosse legato ad attività cultuali. La vocazione sacra del complesso sembra essere confermata dal ritrovamento di una testina fittile di Ashtart, rinvenuta in giacitura secondaria nel riempimento di una struttura inquadrabile nell’ultima fase di rifacimento del complesso. Le future attività di ricerca sul campo saranno fondamentali al fine di comprendere meglio lo sviluppo, l’articolazione e la funzione dei singoli edifici, così come dell’intera area.</p> <p class="p1">This paper shows the results of the excavation campaign carried out by the Soprintendenza di Cagliari at the Pani Loriga Acropolis between November 2020 and September 2021. The purpose of this dig is to increase the knowledge of this site and add an important stage to the archaeological park, in terms of history and tourism development. The excavation activities, which involved ​​about 300 square meters south of the Nuraghe Diana, has permitted to define different phases of frequentation of the area: after a period of neglect dated at the Recent-Final Bronze Age, in the eighth century BC it returns to be frequented and structured, with different and articulated solutions, until the third or second century BC. The new arrangement of fine workmanship - such as the wide courtyard paved with schist slabs - in combination with the find of ceramic artefacts mostly linked to the wine consumption and the practice of banquets (plates, cups and jugs) lead to hypothesize that this place was related to cultic activities. The sacred value of the complex seems to be confirmed by the discovery of a fictile head of the goddess Ashtart, found in a secondary context, in the filling of a structure that can be dated in the last re-building phase of the complex. Future fieldwork will be fundamental in order to better understand the development, the articulation and the function of the individual buildings, as well as of the whole area.</p> Giovanna Pietra Vincenzo Nubile Giulio Alberto Arca Tiziana Matta Roberta Pinna Valentina Puddu Francesco Cini Ludovico Giannini Lorenzo Cecchini Andrea Violetti Copyright (c) 2022 Quaderni https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 2022-07-18 2022-07-18 1 32 125 188